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Prato Selva
Le nostre fonti sul territorio ci riferiscono una sconvolgente notizia: una belva inferocita si aggira nei boschi nei dintorni di Prato Selva.
Presumibilmente fuggita da un non meglio identificato centro di sperimentazioni occulte nel Teramano, ha seminato terrore, panico e devastazioni in varie località dei dintorni. Coloro che l’hanno avvistata riferiscono che si muove molto velocemente sia su quattro che su due zampe, ha grandi capacità di arrampicarsi, e risulta agile anche in acqua. 
Gli esperti interpellati hanno fatto ipotesi disparate sull’effettiva specie di appartenenza della belva ; potrebbe trattarsi di un Sasquatch del British Columbia, uno Yeti Bruno Delle Ande, un Sabbipode dei deserti di Alderan o di uno Wookie delle foreste (in questo caso, se lo incontraste lasciatelo vincere sempre o vi staccherà le braccia); ma ha anche dei tratti (piedi artigliati e palmati) che rimandano alla famigerata Creature from the Black Lagoon.
Nonostante le autorità neghino l’esistenza di un centro di sperimentazioni occulte, pare certo che la belva sia stata trasferita nel capoluogo abruzzese qualche mese fa. Pare anche che, passato l’effetto dei sedativi, la belva sia riuscita grazie alla sua enorme forza ad aprire la gabbia nella quale era imprigionata, mettendo a repentaglio la vita degli scienziati. Uno di essi (che ci ha chiesto di mantenere segreta la sua identità), racconta in via del tutto confidenziale che la sequenza di eventi drammatici che ha portato la belva a fuggire sia iniziata con il passaggio di una bici in prossimità del laboratorio. Sembra infatti che la belva sia terrorizzata dalle ruote che girano, e dal rumore che producono. Gli avvistamenti successivi hanno dato ulteriore sostanza a questa ipotesi; addirittura, un gruppo di ciclisti afferma di aver visto la belva buttarsi nel lago di Provvidenza, terrorizzata a causa del loro passaggio.
L’esperto mondiale in materia, Anthony Bigcurls, è accorso sul luogo la settimana scorsa per offrire il suo aiuto nelle ricerche. Sulla base degli indizi e delle immagini raccolte, il Dottor Bigcurls dichiara di essere riuscito ad individuare con certezza la specie di appartenenza della belva; pare si tratti di un raro esemplare di Ornitociclo Humus Sesderzis Decaudalent, volgarmente detto PratoBelva.
Grazie ad avanzati strumenti tecnologici, il Dottor Bigcurls è riuscito a costringere la belva in un’area limitata agli impianti di risalita di Prato Selva. Tali strumenti sono costituiti da una rete di altoparlanti che emettono un suono simile a quello della ruota libera (singlespeed 34:14).
Secondo il Dottor Bigcurls il potenziale aggressivo della belva risiederebbe tutto nella coda, ed è per questo motivo che è stata organizzata una vera e propria “Caccia alla Belva”.
I partecipanti alla caccia non avranno bisogno di armi di alcun genere, è sufficiente una bici abbastanza agile e veloce da muoversi nei boschi sì da intimorire la belva, per poi avvicinarsi con molta cautela e portarle via la coda.
Per invogliare i coraggiosi ad affrontare questa impresa è stata posta sulla belva una taglia di un milione di sesderzi* d’oro.
Purtroppo c’è solo un weekend a disposizione per mettere in atto questa caccia, quindi ci uniamo all’appello fatto dal Dottor Bigcurls: accorrete numerosi al Bike Park di Prato Selva il 3 ottobre, aiutateci a catturare la belva e a riportare la quiete nei boschi d’Abruzzo.
Il Dottor Bigcurls dichiara:”Sono assolutamente sicuro che i riders, di cui tutti conosciamo il coraggio, riusciranno a catturare la belva, tanto che ho già organizzato una festa per celebrare l’evento: alla fine della battuta di caccia si farà baldoria con musica a cura del Dj Juverre, fiumi di alcool e stuzzichini per tutti!”
Chi scrive spera vivamente che il Dottor Bigcurls abbia ragione...